Casa Santa Chiara e i suoi frutti


Casa Santa Chiara opera da 50 anni a Bologna. Nata per iniziativa di Aldina Balboni, è stata una delle prime esperienze in Italia a proporre un modello diverso di approccio alla disabilità basato non sull’assistenzialismo ma sulla partecipazione di ciascun individuo

Alla base del questo modello ci sono i Gruppi Famiglia e i Centri Diurni.  I primi garantiscono un ambiente per l’appunto familiare, dove gli ospiti possono coltivare negli anni dei rapporti sociali stabili fra di loro e con gli educatori. Nei Centri Diurni invece vengono proposte attività lavorative vere che hanno lo scopo di  valorizzare le doti individuali.

Il pilastro portante di Casa Santa Chiara è il senso di appartenenza ad una comunità che ha lo scopo di accompagnare i disabili e le loro famiglie nel difficile percorso di integrazione nella società. Uno dei primi obiettivi che ci siamo posti è stato il cambio di mentalità della società civile nei confronti delle persone con gravi disabilità. In parte ci siamo anche riusciti (scusate la modestia), ma la strada è ancora lunga.

Le attività della cooperativa si estendono in diversi comuni della provincia bolognese, dove collaboriamo con i Servizi e le Istituzioni del territorio. 

Casa Santa Chiara promuove e valorizza il Volontariato, da noi considerato da sempre una risorsa fondamentale.
Oltre al Servizio Civile Volontario, collaboriamo con le Scuole per le Borse Lavoro Estive e per la realizzazione di stage.

Il 13 maggio del 2013 il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha consegnato ad Aldina Balboni (1931-2016), fondatrice di Casa Santa Chiara, il “Nettuno d’oro”, il riconoscimento per i cittadini che hanno onorato, con la loro attività professionale e pubblica, la città di Bologna, dove Aldina era molto conosciuta per la generosità e la caparbietà.