FESTA DI CARNEVALE

Dopo anni di attesa, ecco il Carnevale!

Breve tempo di spensieratezza tra l’Epifania e la Quaresima, baldoria tra la manifestazione Divina e i giorni della penitenza, in cammino verso il tempo sconfinato della resurrezione.

Malgrado l’accorrere in massa, la carovana di pullmini, i rinforzi sopraggiunti da tutti i Centri, Comunità, Gruppi, volontari, amici, parenti, amici dei parenti e parenti amichevoli, la festa tanto attesa, anche stavolta è stata un clamoroso e inevitabile fallimento.

Stelle filanti hanno segnato e intrecciato le rotte, musica e danze hanno ritmato trenini senza binari e prelibatezze abbondanti hanno ricoperto i tavoli travolti dall’onda festante e anomala, magie hanno ancorato lo sguardo verso un tempo d’incanto, storie raccontate e scritte nelle carne hanno coinvolto gli spiriti increduli, ma i travestimenti hanno deluso ogni aspettativa. Maschere ancorate a volti reticenti, trucchi impastati allo zucchero a velo, stracci colorati mutati in veli arcobaleno, armature e lame di legno a segnare incontri aerei anziché scontri terreni, carrozzine divenute destrieri, magliette usurate vestiti di gala, lenzuola strappate abiti principeschi, camerieri esplosi dalle camere, volontari a volteggiare tra le sedie, a volte involontariamente e volontà che non ha ceduto il passo alla fatica del cammino, ma ha preso il volo nel tempo della festa…

Tutte le abbiamo provate, coprire, nascondere, mascherare, fuggire, scambiarsi di posto, fingersi a posto, uscire con una scusa e rientrare all’improvviso senza chiedere scusa…ma tutto è stato vano, per quanto nessuno volesse sentirsi diverso, pensare diverso non mente.

Diversamente dalle maschere e dalle finzioni, non siamo riusciti a contenere quell’energia diversa, speciale, spontanea, prorompente, quella che traspare attraverso i volti mascherati, fluisce e non si riesce a reprimere, quella che in una vita di Quaresima esplode improvvisa in un giorno di Carnevale, in un giorno qualunque che ci concede di vivere insieme un momento di festa, per un motivo qualsiasi. Quella che, forse, si può condensare in una parola, usurata e spesso poco frequentata, la bellezza… ma non quella esibita, bensì quella che non considera impedimenti, quella per la quale è valsa la pena aspettare, accorrere, accalcarsi, riconoscersi, ritrovarsi, rincorrersi, ballare anche quando la musica è finita, chiedere ancora quando la bocca è ancora piena…quella bellezza che i nostri ragazzi sanno indossare senza maschere, quella che proviamo a contenere, ma per la quale ci fanno ringraziare e aver voglia di ballare ancora…tanti sono i giorni, troppe le maschere e poche le occasioni di abbracciarsi nel tempo della baldoria, ma dateci un giorno qualunque, un parcheggio sterrato, una pista da ballo sulla quale intrecciare i nostri cammini, un Airone a Castenaso da far traboccare di bellezza…e un buon motivo per far festa sapremo trovarlo, ancora.

Francesco Calabrese

Fai la scelta giusta, Fai la Differenza!