Il Giornalino n° 57 Natale 2022

18 - Nov - 2022 | Il Giornalino

 LA CONDIVISIONE, DONO DEL NATALE.

L’evento del Natale del Signore Gesù è il segno che Dio vuole condividere la condizione e l’esperienza dell’umanità da lui voluta sulla terra. Non gli è bastato avere creato l’uomo, né Dio l’ha abbandonato dopo averlo creato, nonostante l’uomo tante volte non riconosca e offenda il suo Creatore. La vicenda umana, segnata fin dalle origini, dall’allontanamento da Dio, è stata pensata da Dio in modo strettamente congiunto a Gesù Cristo. In lui e in vista
di lui esiste il mondo, e attraverso di lui il mondo viene salvato dal male che insidia l’uomo da quando è comparso sulla terra. Questo stretto rapporto dell’umanità, di tutto il mondo creato, con Gesù Cristo resta il motivo di fiducia che deve sostenere l’umanità di ogni tempo, anche nelle circostanze più difficili, come quella che stiamo vivendo, in cui diventano universali anche i problemi particolari, le tensioni e le guerre tra i popoli. Il Natale resta segno e richiamo alla speranza per tutta l’umanità, per quelli che credono e per quelli che non credono, ma si trovano tutti sulla stessa barca. La condivisione di Dio con l’umanità è speranza che si apre sul futuro, anche dopo la morte, un invito a vivere e a risolvere i problemi con lo stile usato da Dio, quello dell’incontro e della condivisione nei rapporti fra le persone e fra i popoli.

Don Fiorenzo

Qui… Centro “Chicco” di Villanova

Il Centro Chicco non è un posto per vecchi, siamo tutti ragazzi! Ma soprattutto non è un posto per brutti.
Paola ce lo ripete da anni ed ogni volta che arriva un ragazzo nuovo ci dice quanto sia bello… se non ci credete venite pure a vedere… o chiedetelo a lei, non ci saranno smentite. Non è uno scherzo, al Centro Chicco si fanno le cose sul serio. Tutto è volto a migliorare la capacità di esprimere le potenzialità del singolo con il sostegno di relazioni privilegiate, accoglienti ed empatiche. Anche al passante più distratto, non può certo passare inosservato come, all’accecante bellezza della location, coi suoi giardini smisurati con le altalene, il profumo inebriante delle piante aromatiche, la lussuosa zona benessere, la palestra polifunzionale, i laboratori creativi… evidenze di uno splendido luogo all’interno del quale poter trascorrere piacevoli giornate… corrisponda l’opportunità di vivere un’incredibile ricchezza relazionale e una variegata gamma di esperienze formative e riabilitanti.
Ormai dagli anni 90, un gruppo di valorosi, intrepidi e meravigliosi ragazzi straordinari, si adopera incessantemente e con incredibile perseveranza, per accogliere una truppa variopinta e scalcagnata di giovani adulti aspiranti educatori, valorizzandoli semplicemente come persone ed offrendo loro una delle esperienze più preziose che sia data di intraprendere, quella di condividere frammenti di vita indimenticabili.
I ragazzi tentano di realizzare una presa in carico globale della persona, sostenendola nel processo di crescita personale, di integrazione ed inclusione sociale, cercando ogni giorno di offrire occasioni per sviluppare e/o incrementare capacità comunicative, autodeterminazione, competenze personali e sociali, verso il miglior benessere possibile.
In tutti questi anni, una moltitudine di educatori, volontari, terapisti, infermieri, cuochi, tirocinanti… ha potuto sperimentare percorsi di crescita educativo riabilitativa all’interno del Chicco. Qualcuno è rimasto, vittima di dipendenza dalla bellezza di cui i ragazzi continuano ad impregnare ogni giorno, qualcun altro è scappato in cerca di altri tipi di benessere, di quelli maggiormente soggetti ad essere intaccati dalla ruggine del tempo, altri sono rimasti per abitudine, ostinazione, difficoltà ad aprirsi al cambiamento, affetto, comodità, fiducia in un progetto che, seppur con tante difficoltà non vede deperire il valore di cui è stato innestato al suo sorgere. Molti hanno lasciato qualcosa di molto importante nel loro fluire attraverso i verdi prati del Chicco, pochi hanno colto poco all’interno della turbolenta quotidianità, ma tanti hanno preso tanto… infatti al Chicco non si trova mai niente! Sembra di vivere una caccia al tesoro permanente, ci si nasconde e ci si ritrova, ci si perde e si lascia perdere, senza che mai gli indizi cessino di rimandare ad altri indizi, ma i ragazzi non mollano, utilizzano ogni strategia in loro potere per mostrare agli educatori che il tesoro è proprio davanti ai loro occhi, ma sempre gli tocca ricominciare. Inventano davvero di tutto per valorizzare le risorse, rinforzare le fragilità, rassicurare le incertezze, stimolare nei momenti di sconforto e accogliere dolcemente la fatica.
Ogni mattina i ragazzi cercano di gratificare musicisti improvvisati che assassinano canzoni su chitarre frantumate, cantando a squarciagola fino a disturbare la clientela dell’oriental market dirimpettaio, dilungandosi a dismisura per procrastinare l’inizio delle attività, nulla da fare, invece di interrompere il delirio dei dilettanti sbaragliati, i ragazzi rinforzano con risate, incoraggiano con cembali e sostengono con sguardi misericordiosi e battiti di mani. Proprio l’anno scorso, due o tre chitarre, soccorse da Tomassone, hanno invocato il trasferimento definitivo presso la più vicina ed accogliente Oasi Ecologica, ma forse soggetti ad eccessivo rinforzo, gli educatori si sono lanciati in un recupero irrecuperabile e, ancora una volta, i ragazzi li hanno accompagnati e sostenuti, motivando con integrazione sociale, scoperta del territorio, autodeterminazione…
Altri ospiti sono stati accompagnati in un percorso di autonomia sull’utilizzo di utensili ed elettrodomestici, grazie alla stesura di dettagliati chaining personalizzati che hanno consentito, anche agli educatori meno esperti, di raggiungere buoni livelli di autonomia, grazie a quotidiane catene comportamentali per consolidare comportamenti complessi.
Con grande soddisfazione e perseveranza, i ragazzi del Chicco, hanno potuto constatare veri e propri incatenamenti ad oggetti o ad ambienti feticci, individuati come privilegiati per ciascun educatore. Qualcuno ha tentato di entrare letteralmente nella lavastoviglie; un paio si sono ammanettati alla lavatrice, il più forzuto ha tentato di portarsi a casa l’asciugatrice; diversi, appassionati del suono bianco, si sono rinchiusi in falegnameria con tutti gli elettroutensili accesi; tre colleghe vorticano quotidianamente in novelle danze dervisce attorno a frullini fermi al centro del laboratorio; un gruppetto cospicuo trascorre ore cullato dalle vibrazioni dei bimby che hanno invaso le cucine; i più anziani si sono piantati nell’orto, in una personalissima prospettiva di crescita; un gruppetto di visionari ha costruito una piscina con bancali multicolore della Mop e vasche idromassaggio con i nutro della Camst; una piccola squadra atletica organizza gare di batteria in palestra; qualcuno si è costruito comodi indumenti di creta ed altri si sono clonati incastonando la propria essenza in stampi pluridimensionali della big shot… insomma sono davvero inenarrabili i continui ed ammirevoli tentativi di rendere unico ogni giorno e straordinario ogni incontro.
Dopo il lungo e faticoso periodo delle restrizioni sanitarie, sta avvenendo una lenta e splendida fase di rinascita: concerti rock in giardino con gli amici degli altri centri; gare di resistenza per tutti alle nuove, strabilianti, altalene sulle quali i ragazzi si esibiscono per intrattenere anche gli educatori meno motivati all’azione; grigliate e aperitivi; lunghe passeggiate nei parchi; visite ai musei, al circo, alle giostre, all’esibizione di motocross…; concorsi di impasti improbabili che mutano in prelibatezze sfornate senza sosta… e finalmente
la possibilità di ritrovarsi tutti insieme e di potersi rivedere da vicino, inventando sempre occasioni per fare festa.

Quest’anno poi è stato davvero facile trovare una ricorrenza importante, perché i 37 anni del Chicco erano in preparazione da almeno 36… L’unicità di certe ricorrenze non va affatto sottovalutata… ogni giorno!

Insomma questi ragazzi meravigliosi non smettono mai di crederci, alcuni sono cresciuti ed andati a sperperare altrove il loro sorriso, altri purtroppo hanno preso il volo lasciando voragini al decollo, altri ancora sono arrivati, pronti a ridestare la stanchezza degli anni e rigenerare un tempo nuovo… tutti hanno saputo dedicare carezze, anche solo col pensiero o in modo assai originale, ad ognuno di noi e ognuno si è sentito importante nel pensiero dell’altro, come se un pensiero potesse davvero generare un piccolo e concreto cambiamento.

Forse, davvero, da un Chicco, può sorgere vita nuova, una vita capace di affermare e confermare la piena dignità di ogni persona e renderla partecipe della continua creazione, in ogni atto creativo, per quanto piccolo e poco visibile, nella sua misteriosa grandezza.

Francesco Calabrese

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