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Ricordi di Aldina

“Mamma di chi non ha mamma”
Eravamo nel 1973. Casa S.Chiara stava assumendo le caratteristiche attuali attraverso i gruppi famiglia. La comunità di giovani lavoratrici di via Pescherie Vecchie, 1 era stata chiusa per fare posto a due gruppi famiglia, uno dei quali si era trasferito da via D’Azeglio dove era stato avviato da Aldina nel 1972.
Casa S.Chiara aveva fatto la scelta preferenziale per bisogni delle persone più scoperti, come potevano essere situazioni di ragazze o minori senza famiglia. L’iniziativa venne segnalata a Famiglia  Cristiana la quale aveva lanciato sul piano nazionale il premio per persone che si fossero distinte nell’assistenza ai minori senza famiglia.
Fu così’ che il premio “MAMMA DI CHI NON HA MAMMA” nel 1973 fu assegnato ad Aldina Balboni. Una domenica mattina andammo con Aldina a Milano a ritirarlo: c’erano con noi alcune ragazze e alcuni volontari, tra cui Giovanna Blusetti, Franca, Luciano, Graziella, Paolo, Cesare… Si viaggiò in treno. La premiazione avvenne al circolo della stampa. Regista della manifestazione l’attore Ernesto Calindri.
Fu un riconoscimento per il grande cuore di Aldina e per Casa  S.Chiara, un evento che si tinse anche di rosa, per Paolo e Angela che in quella occasione si conobbero.

Recital per Prunaro 7 Maggio 2016

Sabato 7 maggio ore 21, Chiesa di S. Antonio Maria Pucci, per la casa di Prunaro: Una serata musicale e mistica animata da un coro famoso e da spirituals di grande suggestione.

OFFERTA LIBERA

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Una serata musicale e mistica animata da un coro famoso e da spirituals di grande suggestione

Casa-PrunaroIl ricavato sarà destinato all’allestimento di un laboratorio presso la Comunità Alloggio di Casa Santa Chiara a Prunaro utilizzando un attigua dipendenza attualmente diroccata

festa dell’amicizia

Eccoci anche quest’anno; è arrivato il momento di ritrovarci tutti per la nostra grande festa: domenica 11 ottobre 2015 a Villa Pallavicini! Per chi è stato a Sottocastello quest’ estate, per chi non è riuscito ad andare ma avrebbe voluto, per chi si incontra al Ponte durante l’anno, per chi lavora con passione in uno dei nostri Centri, per chi ci conosce e ci vuole bene… è arrivato il momento di rivedersi, di salutarsi, di rinsaldare il forte legame che ci unisce. Sì perché sentirsi parte della grande e variegata famiglia di Casa Santa Chiara è la consapevolezza di essere inseriti in un progetto più alto fatto di affetto, di condivisone con chi mostra segni di sofferenza ma contemporaneamente è portatore di grandi ricchezze che tanto bene fanno a chi ha la possibilità di trascorrerci del tempo insieme. Questa è la “magia” dei nostri ragazzi così speciali; questo è quello che fa sì che tante persone da tanti anni continuino, lungo il solco tracciato da Aldina, a spendere parte del proprio tempo per rendere il più sereno possibile la vita dei nostri amici. Vi aspettiamo tutti, per rivederci dopo l’estate e per caricarci in vista delle iniziative dell’anno in corso!

Antonella Lorenzetti

Famiglie a Sottocastello

E’ da diversi anni ormai che con le nostre famiglie trascorriamo parte delle vacanze a Sottocastello, tanto che ormai è diventato un appuntamento fisso, un’esperienza che si attende tutto l’anno sperando che si riesca a fare coincidere il periodo di vacanza a Casa Santa Chiara con quello di tutte le altre famiglie.
Per noi mamme infatti questo rappresenta un modo per condividere le gioie e le “fatiche” della vacanza, mentre per i nostri figli è il modo per ritrovare i propri amici “grandi” e piccoli per una vacanza all’insegna dell’amicizia e della condivisione. Tutto questo accade grazie all’aiuto insostituibile dei nostri super nonni che decidono di accompagnarci in vacanza.
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Sulla traccia di Aldina

“Vi raccomando i miei ragazzi… abbiate cura di loro….”,

erano le parole che Aldina ripeteva spesso nelle ultime settimane della sua esistenza terrena.
E’ l’impegno che ora risuona nella mente e nel cuore dei tanti amici che l’ hanno incontrata in quel periodo. Certo rimane, e continuerà a lungo, lo smarrimento della perdita, ma a quell’invito vogliamo dare una risposta concreta che può venire solo dall’ impegno di coloro che, collaboratori professionali o volontari, continueranno a dare operando perchè Sottocastello continui ad essere la casa dell’accoglienza durante le vacanze e affinchè nei gruppi famiglia e nei centri ci si prenda cura delle persone con la “laurea del cuore”, il titolo accademico più importante per Aldina. Continua la lettura di Sulla traccia di Aldina

Aldina Premiata con il Nettuno d’oro 2013

Amici di Casa Santa Chiara,
La Giunta comunale, su proposta del sindaco Virginio Merola, ha conferito il Nettuno d’Oro ad Aldina Balboni. Il premio viene assegnato a cittadini che abbiano onorato con la propria attività professionale e pubblica la città di Bologna; la cerimonia per la consegna del premio si è tenuta a Palazzo d’Accursio venerdì 10 maggio.
Di seguito la motivazione della Giunta:

Aldina Balboni è nata a Bologna nel 1931, dove ha sempre vissuto e lavorato. Nel territorio bolognese è molto conosciuta per la generosità e la caparbietà con cui, fin dal dopo guerra, ha saputo soste- nere e dare aiuto concreto alle persone con difficoltà o disa- bilità. Aldina ritira il Nettuno d'oroDopo un’esperienza in Azione Cattolica e, come responsabile, nel movimento giovanile delle ACLI, dove viene a contatto con i problemi delle giovani lavoratrici, avvia nel 1959 a Bologna la comunità di Casa Santa Chiara, accogliendo e vivendo con ragazze che, dimesse da istituti assistenziali, non avevano una casa e cercavano lavoro.
Le qualità umane di Aldina Balboni, la sua generosità e la sua dedizione verso le persone più bisognose di aiuto, in particolare gli adolescenti ed i giovani con problemi di ordine psichico, hanno portato alla creazione di piccoli gruppi a dimensione familiare, alternativi agli istituti assistenziali, e hanno favorito la nascita, nel territorio, di una rete vasta e articolata di strutture di accoglienza in grado di fornire concreto sostegno a numerosi giovani con disabilità anche gravi e alle loro famiglie. Continua la lettura di Aldina Premiata con il Nettuno d’oro 2013

60 Anni di Sacerdozio Don Fiorenzo

Don Fiorenzo Facchini, nostro assistente spirituale, lo scorso 25 luglio ha ricordato i suoi primi 60 anni di sacerdozio. Buona parte del suo impegno pastorale è stato dedicato a Casa Santa Chiara.

Ci viene naturale domandargli:

Come e quando hai conosciuto e avvicinato l’esperienza di Casa S. Chiara?

Fu l’incontro con alcune ragazze di Casa S. Chiara in una tintoria dove mi recavo settimanalmente per un momento di riflessione spirituale a farmi conoscere la realtà di Casa S. Chiara, che allora (siamo nel 1964), accoglieva molte giovani lavoratrici in tre appartamenti di via Pescherie Vecchie. Capii che poteva essere un
“orticello” da coltivare e quando nel 1970 lasciai l’Azione Cattolica diocesana, l’impegno in Casa S. Chiara si intensificò, in accordo con il Vescovo, ed è proseguito nei servizi diocesani che successivamente
ho svolto, prima nella Caritas, poi nel campo della cultura, della scuola e dell’università.

Il contatto diretto con il mondo dell’handicap, al quale Casa S. Chiara a partire dagli anni ’70 dedicava la sua attenzione con forme nuove di intervento, è stato di grande arricchimento e mi ha aiutato anche per i diversi impegni che svolgevo in diocesi.

In tanti anni sono cambiate molte cose: qual era il rapporto di Casa S.Chiara con la Chiesa locale e quale oggi?

Casa S. Chiara ha sempre avuto una ispirazione cristiana. La provenienza di Aldina dall’A.C. e dalle ACLI era una garanzia, ma non sono mancati momenti in cui alcuni collaboratori volevano metterein discussione tale ispirazione o attenuarla. Con il tempo l’identità di Casa S. Chiara come esperienza cristiana nell’ambito della Chiesa si è meglio definita, anche in relazione agli sviluppi del volontariato cattolico e della Caritas. Casa S. Chiara si riconosce nella Chiesa locale, di cui vuole essere una espressione nell’impegno di carità e giustizia verso i fratelli che presentano disabilità.Anche il rapporto con il Vescovo è sempre stato molto vivo e i Vescovi hanno sempre dimostrato grande vicinanza e incoraggiamento.

Se dovesse oggi dare una raccomandazione a volontari e operatori quale sarebbe?

Operatori e volontari dovrebbero considerare il loro servizio in Casa S. Chiara come un dono del Signore, una grande opportunità per la loro crescita umana e cristiana. Il contatto con le persone che presentano difficoltà di vario genere, porta a scoprire i valori della vita, a dare un senso nuovo a tutto ciò che si fa… Ma è fondamentale una reale sintonia fra tutti quelli che operano in Casa S. Chiara. E’ necessario che tutti condividano lealmente lo spirito e le finalità di Casa S. Chiara e sisentano partecipi di un medesimo impegno.

Gabriele Mignardi